XXIV RASSEGNA TEATRALE

STORIA DELLA RASSEGNA

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L’ATTIVITA’ TEATRALE NEL LICEO CLASSICO STATALE “CAGNAZZI” DI ALTAMURA

Nel 1994 il Liceo Classico “Cagnazzi”, che aveva in corso la realizzazione del  Progetto Giovani 2000 – Odisseo, sotto la spinta del Preside Prof Filippo Tarantino e con il coordinamento della Prof.ssa Donata De Ruvo,  enuclea da tale progetto l’attività teatrale sviluppandone ed ampliandone  i relativi contenuti.

Nasce in quell’anno il 1° laboratorio teatrale allo scopo di far meglio comprendere  ai giovani i testi classici, laboratorio che prosegue nell’anno successivo, con la denominazione “Gruppo Teatrale del Liceo Cagnazzi”.

Nel 1996, anche con la collaborazione della regista Anna Antonino, il Gruppo Teatrale allestisce il 1° spettacolo in forma itinerante dal titolo “Una sera … tanti anni fa” nel complesso monumentale del Monastero del Soccorso “Principessa Margherita di Savoia”.

Nel 1997, sollecitata dalle insistenti richieste degli studenti, la Scuola riattiva e dà nuovo impulso all’attività teatrale e allestisce lo spettacolo “Il Viaggio di Ulisse”.

Nel 1998, dopo uno studio condotto sulle terrecotte di Lipari e su altri reperti archeologici che rappresentano i vari tipi della commedia nuova latina, gli studenti del Gruppo Teatrale, con l’aiuto della signora Lia Cirini e dell’Arch. Rosa Alessandrino, si sono cimentati nella riproduzione di maschere in cartapesta e in gesso, ognuna rappresentante uno dei tipi fissi della commedia terenziana, ed hanno messo in scena l’”Adelphoe” di Terenzio, utilizzando proprio le maschere nel frattempo realizzate.

Dal tempo dell’inaugurazione del laboratorio scolastico, lo stesso è cresciuto sempre più realizzando i propri spettacoli a Monte Sant’Angelo nel 1997, a Venezia nel 2006, a Firenze nel 2010, a Palazzolo Acreide e Siracusa nel 2011.

Nel 1999 nasce la Rassegna Nazionale di Teatro Classico Scolastico, intesa come occasione di incontro e di confronto fra gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia.

Nel 2000 la seconda edizione della Rassegna conserva immutate tutte le sue finalità, però si apre non solo all’Italia ma anche all’Europa. Dall’anno in cui la Rassegna è stata adottata, la stessa è stata inserita nel calendario delle principali attività della Scuola unitamente al laboratorio teatrale, ha cadenza annuale e si tiene nel corso dell’ultima settimana di maggio.

Nel 2004 la Rassegna si apre a scuole non appartenenti all’Unione Europea -come Russia,  Romania e Repubblica Ceca-, ed assume pertanto la denominazione di Rassegna Internazionale di Teatro Classico, e diviene parte integrante del Progetto Comenius 3 EWHUM (European Humanism in the World),  rete di una ventina di partner fra scuole, università e istituzioni italiane ed europee, avente la finalità di salvaguardare e promuovere la dimensione umanistica nell’insegnamento come forza motrice del cittadino europeo.

Nel corso degli anni ha avuto il sostegno del Comune di Altamura ed il contributo di numerose scuole italiane ed europee, nonché la collaborazione di numerosi operatori del mondo culturale quali il Granteatrino delle Marionette di Paolo Comentale, il Teatro dei Peuceti di Peppino Zuccaro, il Teatro Instabile dello scrittore -Premio Campiello 2005- Pino Roveredo, di Teresa Ludovico (Teatro Kismet di Bari), del regista e attore Sergio Rubini, del regista prof. Ugo Rubini, del prof. Guido Guidorizzi e del maestro Francesco Attolini.

Un potenziamento culturale è sicuramente derivato alla Rassegna dalla partecipazione, nell’anno 2000, al circuito di riflessione e formazione realizzato ad Udine da Angela Felice e da Mario Brandolin in collaborazione organica con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dell’Ente Teatrale Regionale del Friuli Venezia Giulia, dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, dell’Ente Teatrale Italiano e dell’Associazione AGITA. A partire da tale data l’appuntamento della Rassegna si è posto in continuità con tali soggetti.

XXIV RASSEGNA TEATRALE

TEMA DELL’ANNO: EUMENIDI

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LOrestea è la trilogia di Eschilo costituita dalle tragedie Agamennone, Coefore, Eumenidi e seguita dal dramma satiresco Proteo, opera andata perduta, con cui Eschilo vinse le Grandi Dionisie nel 458 a.C. Le tragedie raccontano una storia suddivisa in tre episodi: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, complice la sorella Elettra, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione da parte del tribunale dell’Areopago.

La terza tragedia, conclusiva della trilogia, si intitola Eumenidi e racconta delle Erinni, dee che impersonano la vendetta, ma allo stesso tempo la giustizia, nella loro duplice componente negativa e positiva. Si narra che dopo il matricidio, inseguito dalle ErinniOreste si rifugia nel tempio di Apollo a Delfi. Quando la sacerdotessa del dio entra nel tempio per pregare, ne esce inorridita da una terribile visione: Oreste, supplice, con le mani insanguinate, si trova presso l’altare del dio, vigilato da una schiera ripugnante di donne che dormono e piangono sangue.
Quando la Pizia si allontana appaiono Apollo e Oreste: il dio esorta il figlio di Agamennone a non temere le Erinni persecutrici e a proseguire, accompagnato da Ermes, il lungo cammino espiatorio fino ad Atene, dove gli uomini lo assolveranno dalla sua colpa. Uscito di scena Oreste, le Erinni sono destate dall’ombra di Clitemnestra che le sprona a non lasciarsi sfuggire la preda. Le dee vendicatrici si destano e si preparano a inseguire il matricida.
Cambia il luogo dell’azione: Oreste è sull’acropoli ateniese, supplice dinanzi al simulacro della dea Atena, quando le Erinni lo raggiungono minacciandolo di morte, mentre gli intrecciano attorno una  danza selvaggia
La dea lo protegge dalle Erinni che lo incalzano e, ascoltate le accuse e le discolpe di entrambe le parti, decide di rimettere il giudizio a un tribunale di cittadini ateniesi scelti tra i migliori, da lei stessa costituito: il tribunale dell’Aeropago (per giudicare i delitti di sangue) che rimarrà eterna tutela della giustizia. Ha luogo il processo: il matricida è assolto grazie alla parità dei voti raggiunta con quello favorevole di Atena. Le Erinni sono inasprite dal verdetto, ma vengono subito placate dalla dea, la quale assicura loro un culto e onori nella città di Atene. Le dee tremende, divenute ora benevole (Eumenidi) e protettrici della città, vengono accompagnate dal popolo festante verso la nuova dimora sotterranea destinata al loro culto.

Da visitare

Liceo Classico ‘Cagnazzi’

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Il liceo classico Cagnazzi ha sede in una struttura che, con l’annessa chiesa, costituiva il Convento S. Domenico. L’edificio venne costruito tra il XVI ed il XVIII secolo dai monaci domenicani attorno ad un nucleo pre-esistente costituito dalla chiesa di San Rocco di cui oggi resta una statua di epoca seicentesca. Il convento nel corso dell’ottocento è stato adibito prima a seminario ed in un secondo momento a convitto. Nel 1867, il complesso fu adibito ad istituto scolastico e intitolato a Luca de Samuele Cagnazzi (1764 – 1852), arcidiacono, illustre matematico, studioso di storia, economia, pedagogia, inventore del tonografo (strumento per misurare le vibrazioni del suono), patriota liberale (1848).

Fin dall’origine l’istituto ebbe due indirizzi: uno tecnico per l’agricoltura ed il commercio, l’altro classico. Nel 2003 il Liceo Classico ha accolto nella sua storica sede il Liceo Socio-Psico-Pedagogico. Oggi il pianterreno del complesso ospita l’Archivio Biblioteca Museo Civico.

Dal 1994 il liceo ospita nel proprio atrio la “Rassegna internazionale del teatro classico scolastico”.

cagnazzi