NOTE DEL DIRETTORE

img

La Summer School sull’interprete tragico parte con più di un vantaggio: riconsegna al circuito nazionale, dopo 24 anni di forzato silenzio, uno dei teatri più belli d’Italia, il Mercadante di Altamura, addirittura migliorato da un restauro non semplice, capace ora di esaltare la vocazione formativa con la creazione, tipica dei centri di cultura europei, di spazi appositi aggiunti alla pianta preesistente, grazie al gravoso impegno  economico e all’esperienza internazionale nel settore di un imprenditore privato, rispetto alla fabbrica originale del 1895, realizzata, in neanche sei mesi, per celebrare i 100 anni dalla nascita del celebre musicista; permette, inoltre, di recuperare, secondo la relazione tecnica del primo progettista, l’Ing. Vincenzo Striccoli, in un unico abbraccio ‘due templi dell’educazione’, così contigui da guardarsi, il nascente teatro e il Collegio Cagnazzi, garanti del prestigio intellettuale ed etico della città, regina della Murgia, tra Bari e Matera.

In più consente di riprendere gli studi sull’interpretazione tragica, da me avviati negli oltre otto anni vissuti quale membro del C.d.A. e Sovrintendente della Fondazione INDA onlus, riguardo ai canoni di allestimento novecentesco dello spettacolo classico e per cinque anni di seguito sottoposti alla riflessione di studenti e docenti partecipi del Festival Internazionale del Teatro Scolastico, organizzato da venti anni dal Liceo Cagnazzi, Presidi Filippo Tarantino e Biagio Clemente. Su di essi ho costruito l’impianto didattico dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, da me fondata, in collaborazione con la Regione Siciliana, nel dicembre 2009 e oggi li utilizzo per istruire i programmi della Summer School di Altamura.

Se da secoli si rincorrono le ipotesi sulle modalità di messa in scena degli antichi Greci, abbiamo invece una cospicua documentazione su come, fin dagli inizi dell’ʼ800, si è ipotizzata la rinascita dello spettacolo antico: da Goethe e Hölderlin a Nietzsche, a Reinhardt, Hofmannsthal e Georg Fuchs in Germania, dai tentativi di Orange, in Francia, alle teorie del teatro all’aperto in Italia, fino alla ‘Scuola Siracusana’ delle cinque discipline (canto, recitazione, musica, danza, architettura), sperimentata con la messa in scena dell’Agamennone di Eschilo (1914) al teatro greco di Siracusa.

Il laboratorio, non tralasciando la conoscenza di elementi storici e filologici che portarono alla stagione intellettuale della polis del V secolo, il cui racconto è affidato a studiosi e operatori di fama internazionale, e convinto della portata civile ed economica di preparare i giovani alla gestione di iniziative atte a valorizzare i siti archeologici, si pone l’obiettivo di avviare un approccio educativo specialistico con il metodo di interpretazione ‘a calco’, ispirato alla felice intuizione dei calchi di gesso di Pompei, da me elaborato sulle teorie che accompagnarono la ripresa della lezione greca, subito dopo la scoperta di Troia, e che tanto influenzarono le Avanguardie Storiche fino al Conte Gargallo, fondatore dell’Istituto del Dramma Antico di Siracusa, ad Artaud, Grotowski, a Kantor, al Living Theatre, a Bene, Barba.

Il laboratorio è diviso in tre blocchi, due formativi (l’analisi storico sociale del teatro greco e le teorie della rinascita, l’interpretazione oggi del tragico) e uno creativo (tecniche di costruzione della maschera personale, approccio individuale e collettivo alle suggestioni della partitura testuale).

 

I DOCENTI (in ordine alfabetico):

FERNANDO BALESTRA, regista, drammaturgo, giornalista, direttore di teatro, Sovrintendente uscente della Fondazione INDA (2005/2012) e fondatore dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico;

ELISA BARUCCHIERI, danzatrice;

BRUNO CAGLI, musicologo di fama mondiale, poeta e drammaturgo (è prossima la pubblicazione, Editore Bulzoni, di tutto il suo teatro, prefazione di Fernando Balestra), Sovrintendente Accademia di Santa Cecilia;

LUCIANO CANFORA, storico di valore internazionale, Ordinario di Filologia Greca e Latina, Università di Bari;

MARIA RAFFAELLA CASSANO, Ordinaria di Archeologia Greca e Latina e di Archeologia delle Province romane, Università di Bari;

ANTONIO CALENDA, regista tra i maggiori (con Costa, Strehler e Castri) del Secondo Dopoguerra, direttore artistico del Teatro Stabile per il Friuli-Venezia Giulia;

MONICA CONTI, attrice e regista, assistente di Massimo Castri;

ALFREDO LUIGI CORNACCHIA, musicista, direttore di coro;

DANIELE CIPRIANI, manager delle più importanti compagnia di danza al mondo, promotore del Festival di Villa Adriana;

NATALIA DI JORIO, produttrice e organizzatrice (anche di Toni Servillo), direttrice di festival;

LUCREZIA GUIDONE, attrice;

GIORGIO IERANO’, Professore Associato di Lingua e Letteratura greca, Università di Trento;

ELISABETTA MATELLI, Ricercatrice Istituto di Filologia Classica e Papirologia, Università Cattolica di Milano;

LAURA PIAZZA, Cultrice di Discipline dello Spettacolo, Università di Catania, attrice diplomata all’Accademia d’Arte del Dramma Antico e autrice di saggi sulle origini dell’INDA;

ANGELO PALUMBO, docente Liceo Cagnazzi di Altamura;

CHRISTIAN POGGIONI, attore e regista, direttore artistico di Kerkís-Teatro Antico in Scena;

PIERO TOTARO, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Tardoantico, Università di Bari.