XXIV RASSEGNA TEATRALE

TEMA DELL’ANNO: EUMENIDI

LOrestea è la trilogia di Eschilo costituita dalle tragedie Agamennone, Coefore, Eumenidi e seguita dal dramma satiresco Proteo, opera andata perduta, con cui Eschilo vinse le Grandi Dionisie nel 458 a.C. Le tragedie raccontano una storia suddivisa in tre episodi: l’assassinio di Agamennone da parte della moglie Clitemnestra, la vendetta del loro figlio Oreste che uccide la madre, complice la sorella Elettra, la persecuzione del matricida da parte delle Erinni e la sua assoluzione da parte del tribunale dell’Areopago.

La terza tragedia, conclusiva della trilogia, si intitola Eumenidi e racconta delle Erinni, dee che impersonano la vendetta, ma allo stesso tempo la giustizia, nella loro duplice componente negativa e positiva. Si narra che dopo il matricidio, inseguito dalle ErinniOreste si rifugia nel tempio di Apollo a Delfi. Quando la sacerdotessa del dio entra nel tempio per pregare, ne esce inorridita da una terribile visione: Oreste, supplice, con le mani insanguinate, si trova presso l’altare del dio, vigilato da una schiera ripugnante di donne che dormono e piangono sangue.
Quando la Pizia si allontana appaiono Apollo e Oreste: il dio esorta il figlio di Agamennone a non temere le Erinni persecutrici e a proseguire, accompagnato da Ermes, il lungo cammino espiatorio fino ad Atene, dove gli uomini lo assolveranno dalla sua colpa. Uscito di scena Oreste, le Erinni sono destate dall’ombra di Clitemnestra che le sprona a non lasciarsi sfuggire la preda. Le dee vendicatrici si destano e si preparano a inseguire il matricida.
Cambia il luogo dell’azione: Oreste è sull’acropoli ateniese, supplice dinanzi al simulacro della dea Atena, quando le Erinni lo raggiungono minacciandolo di morte, mentre gli intrecciano attorno una  danza selvaggia
La dea lo protegge dalle Erinni che lo incalzano e, ascoltate le accuse e le discolpe di entrambe le parti, decide di rimettere il giudizio a un tribunale di cittadini ateniesi scelti tra i migliori, da lei stessa costituito: il tribunale dell’Aeropago (per giudicare i delitti di sangue) che rimarrà eterna tutela della giustizia. Ha luogo il processo: il matricida è assolto grazie alla parità dei voti raggiunta con quello favorevole di Atena. Le Erinni sono inasprite dal verdetto, ma vengono subito placate dalla dea, la quale assicura loro un culto e onori nella città di Atene. Le dee tremende, divenute ora benevole (Eumenidi) e protettrici della città, vengono accompagnate dal popolo festante verso la nuova dimora sotterranea destinata al loro culto.

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